Chiamate Mr.Wolf (v.m.18 anni)

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Trasmissione radiofonica. La domanda iniziale è questa: “Lei avvocato si è fatto ricco con i criminali?”

– Certo, tutti gli avvocati si fanno ricchi con i criminali. Ho due case in Sardegna fatte con i loro soldi, e allora?

– I criminali mi affascinano, se potessi scegliere chi difendere vorrei difendere Riina.  

– Il più grande criminale che ho fatto assolvere? E’un politico democristiano della prima repubblica. Un delinquente vero. 

– E’ una grande soddisfazione per un avvocato far assolvere un criminale.

– Sono contento, perché quando posso fottere i giudici sono molto contento.

La cosa peggiore non sono le dichiarazioni del tizio che per il rispetto che nutro nei vostri confronti non sto qui a nominare. Ma gli applausi dei conduttori, i sorrisini compiaciuti e divertiti. Non faccio la morale alla Michele Serra, ma questo cinismo ben pagato mi ha rotto i coglioni. L’elogio un po’ complice, di sicuro pavido, del cattivo di turno è lo stesso che avvalla socialmente chi salta le file alla cassa, o parcheggia nel posto dei disabili. Lo stesso.

Sembrano le risate che facevo io da ragazzino mentre guardavo il sangue che schizzava in Pulp Fiction. Pezzi di cervello sulla fodera dei seggiolini e rivoli di sangue. Solo che non oltrepassavano mai lo schermo, perché era solo un film. Mentre qui gli schizzi di queste parole mi toccano.

E non è sangue. E’ merda. (Ve l’avevo detto che era v.m.18)

Ironia, Bakunin, ironia

ImmagineTra gli appunti nel mio block notes su come non fare un’altra campagna elettorale disarmante, mi sono sottolineato tre volte “serve allegria”. E lo volevo collegare al film con Gael Garcia Bernal sulla campagna pubblicitaria che ha sconfitto il regime di Pinochet. Poi mi sono reso conto che le cose che volevo scrivere, le ha dette più o meno (credo meglio), Saviano. Quindi se volete, guardate qui.

E vengo al punto: non si può chiedere il voto delle persone solo insistendo sulla serietà, o sull’affidabilità. E’ triste, è troppo poco. Serve agitare un sogno, tratteggiare un orizzonte in cui sia bello andarci insieme. Serve un po’ di allegria. Per essere convincente devi essere anche piacevole. Come nelle campagne di Pisapia, del mio sindaco Francesco Landi, o di (speriamo) Ignazio Marino.

Poi, però (altrimenti sembra lo spot del Mulino Bianco). Una sensibilità popolare e di sinistra, nel 2013, con la disoccupazione giovanile a questi livelli, corruzione eccetera eccetera, non può non avere addosso un po’ di rabbia. Se non si è incazzati in questo momento, semplicemente non si è. Ma non a caso. Senza sparare a caso su tutto e tutti. Se tutti sono uguali, il passo successivo è che nessuno è colpevole. Allegria e rabbia, allegria e rabbia.

“Ironia, Bakunin, ironia” (K.Marx)

Ancora tu (ma non dovevamo vederci più?)

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Pensavate fosse scomparso, e invece no, eccolo qua. E ve lo spiega pure, come si fa.

Francescone Rutelli (nella foto mentre indica i voti presi alle ultime elezioni), leader del fortunatissimo movimento Api, è vivo e vegeto e dispensa consigli inciucisti, messaggi a mezza bocca, avvertimenti in perfetto politichese al professor Marino.

Premesso che prendere lezioni di politica da Rutelli è come giocare con gli schemi di Aldo Agroppi o seguire la dieta di Giuliano Ferrara, l’intervista rilasciata incredibilmente al Corriere della Sera è un capolavoro di umiltà, lungimiranza e chiarezza.

Dopo aver votato Arfio Marchini (avevate dei dubbi?), adesso si mette a fare aggratisse lo spin doctor di Ignazio Marino: #sonofortune.

Addirittura gli prenota mezza giunta (“Per la cultura mi vengono in mente Andrea Carrandini e Salvatore Settis, poi si può parlare al M5S coinvolgendo una figura elevata come Stefano Rodotà“), gli suggerisce una grande strategia di alleanze inciuciste (“possono essere invitate a partecipare anche forze moderate di centrodestra“), infila ricette a go go (“orientare sgravi fiscali per far partecipare i commercianti alla manutenzione della città o condomini con gli asili“).

Il clou arriva però alla fine. Alla domanda cruciale “Al ballottaggio voterà Marino? “, Rutellone sgancia la bomba: “Vedremo cosa dirà. Il mio orientamento è verso il centrosinistra, ma se il candidato è troppo chiuso a sinistra… Però certamente non sceglierò Alemanno“. Chiaro no?

Una domanda: ma se voi foste al posto di Ignazio Marino, quanto ascoltereste le grandi idee dell’uomo che è riuscito a perdere addirittura con Gianni Alemanno?

Il nostro alleato è nervosetto

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Ha ragione, caspiterina. E’ una vera e propria persecuzione. Non capisco perché l’Onu si ostini a non mandare i caschi blu per liberarlo dai giudici comunisti, ma Amnesty non si è vista? Greenpeace? La Nato?

Noi, come integerrimi alleati, non possiamo rimanere a guardare. O no?

Ps: a qualcuno serve un casco?

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Ferrobattuto

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I commenti del giorno dopo le elezioni sono da sempre grotteschi, per dirla bene. Leggere sul Corriere che sono state premiate le ‘larghe intese’ quando non sono andati a votare 4 italiani su 10 è fantastico. Se questo è l’effetto del governissimo siamo freschi.

Vi elenco le mie impressioni in ordine sparso:

  • checché se ne dica la disaffezione è gigantesca
  • il m5s viene premiato quando il voto è percepito come simbolico e distante (parlamento), quasi una protesi della rabbia di molte persone (“andate e distruggete”), meno quando si tratta di affidargli cose concrete
  • aver più che dimezzato i voti a roma rispetto al 2008, per il pd, comunque lo si voglia leggere, è preoccupante
  • chi ha votato in massa m5s a febbraio, magari si è astenuto, ma non ha cambiato idea
  • il centrosinistra ha vinto senza il contributo dei suoi leader nazionale se non in secondissima fila (vorrà dire qualcosa?) e con poche eccezioni (un po’ di epifani, un po’ di renzi, un po’ di civati)
  • il m5s, mettendosi in un angolo con un quarto dei voti degli italiani, rischia di diventare presto inutile. sia per gli elettori, che per gli eletti. Parlare di scontrini e diarie tutto il tempo è simpatico, ma superfluo.
  • Quando il voto sembra qualcosa di utile, ancora il centrosinistra (e il pd) regge e sono preferiti al centrodestra o a grillo. Quando non contano gli slogan, ma i pulmini delle scuole, gli asili, i servizi ai cittadini e la gestione del territorio ancora esprimiamo idee e persone di valore che sanno amministrare. Micaèunacosadapoco!

Ma soprattutto batto il ferro sul solito punto: la grande occasione sprecata. Con il rifiuto spocchioso della mitica coppia streaming Lombardi-Crimi ad ogni spiraglio per un governo di cambiamento con pd e sel (anche cambiando qualche interprete, anche in modo indiretto, come vi pareva!), si è perso l’unica vera grande occasione di voltare pagina. Così il m5s si è liquefatto, il pd si è consegnato prigioniero a napolitano prima, e berlusconi poi.

E i gattopardi sono più vivi che mai. Bel lavoro ragazzi, davvero, complimenti.

La rovesciata della Zanzara

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Ma se io avessi previsto tutto questo… 5 anni fa! Giuseppe Cruciani, ripeto: Giuseppe Cruciani, che tesse lodi sperticate al Fatto Quotidiano, a Marco Travaglio, in un’intervista rilasciata ad Andrea Scanzi dove prende (pure!) le distanze dai soldi di Berlusconi.

Tutta gente che Crux odiava visceralmente, culturalmente, in maniera totale (e “legittima”, come ama ripetere). 

Lezioni imparate:

  1. un nemico comune crea alleati che non t’aspetti.
  2. un taglio di capelli finto ribelle crea amici insospettabili.
  3. sono proprio un ragazzo di campagna (invidiosissimo dei capelli ribelli).
  4. una rubrichina sul Fatto non dispiace a nessuno (scommettiamo?)