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Ironia, Bakunin, ironia

ImmagineTra gli appunti nel mio block notes su come non fare un’altra campagna elettorale disarmante, mi sono sottolineato tre volte “serve allegria”. E lo volevo collegare al film con Gael Garcia Bernal sulla campagna pubblicitaria che ha sconfitto il regime di Pinochet. Poi mi sono reso conto che le cose che volevo scrivere, le ha dette più o meno (credo meglio), Saviano. Quindi se volete, guardate qui.

E vengo al punto: non si può chiedere il voto delle persone solo insistendo sulla serietà, o sull’affidabilità. E’ triste, è troppo poco. Serve agitare un sogno, tratteggiare un orizzonte in cui sia bello andarci insieme. Serve un po’ di allegria. Per essere convincente devi essere anche piacevole. Come nelle campagne di Pisapia, del mio sindaco Francesco Landi, o di (speriamo) Ignazio Marino.

Poi, però (altrimenti sembra lo spot del Mulino Bianco). Una sensibilità popolare e di sinistra, nel 2013, con la disoccupazione giovanile a questi livelli, corruzione eccetera eccetera, non può non avere addosso un po’ di rabbia. Se non si è incazzati in questo momento, semplicemente non si è. Ma non a caso. Senza sparare a caso su tutto e tutti. Se tutti sono uguali, il passo successivo è che nessuno è colpevole. Allegria e rabbia, allegria e rabbia.

“Ironia, Bakunin, ironia” (K.Marx)

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