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Sirene e nemici (ancora sul paradosso dei due carabinieri)

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Continuando il paradosso dei due carabinieri, del post precedente, alcune riflessioni sulle ultime mosse del capo del M5s.

Per una volta, rischio di essere d’accordo con l’analisi di Cristian Rocca. Grillo non attacca il Pd perché ha paura di essere fagocitato. Ma perché ha capito che se venisse letto come “costola della sinistra” (come il carabiniere che scrive, vorrebbe farci credere) perderebbe i due terzi del suo elettorato, che proviene da ex leghisti, elettori qualunquisti magari ex berlusconiani. Insomma: tutto quello che per vent’anni non ha mai votato dove ho votato io. Ed infatti, l’abbraccio con Rodotà, ha innervosito gli elettori del 5 stelle triveneto, ed alle amministrative il fenomeno si è sgonfiato.

I M5S della prima ora, con i temi che tanto ci fanno accapigliare e ci sembrano così simili a noi obsoleti sinistrorsi democratici, è un nobile 8-10%. Per arrivare al 25% Grillo e Casaleggio hanno chiamato a raccolta ben altro.

Per questo tira schiaffi agli “ottuagenari scongelati dal web”, o ai giovani dialoganti del Pd (tipo Civati e Puppato). Non li considera sirene, ma nemici. Per gonfiare il sacco deve spararla grossa su Equitalia, sulle tasse, sui media e sugli immigrati. E sulla sinistra, l’arcinemica (“non appoggeremo la destra e tanto meno la sinistra”, Grillo dixit).

Proprio come un Bossi qualsiasi (altro che Rodotà).  

 

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