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Un pensiero impopolare (in difesa dei loser)

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Arriva un momento storico, in tutte le epoche, in cui una nomenclatura viene spazzata via da un’altra nomenclatura. In genere più aggressiva, perché più vitale, di quella precedente. Silenziosamente (ma nemmeno tanto), sta succedendo questo nel Pd.

Il nicchiare di Renzi, è un modo per far lievitare il suo consenso, che ormai è incontrastabile nel senso comune. Il congresso sarà una pura formalità. Nei territori i dirigenti si stanno consegnando, uno ad uno, alle truppe renziane, che nel frattempo invadono ogni spazio lasciato libero dalla vecchia classe dirigente con una certa disinvoltura, quasi feroce.

Comunque la si pensi, Renzi ha già vinto. Il sindaco di Firenze incarna fino in fondo un tipo umano perfetto per questi tempi veloci. Possiede delle doti affascinanti: coraggio, anticonformismo, ambizione, versatilità. Quasi il risultato delle lezioni americane di Calvino. E’ intrinsecamente post-ideologico: non ha una posizione immutabile su nulla (persino l’arci-nemico D’Alema, può diventare un alleato, se serve), se non quella che serve tatticamente a rovesciare un tema in consenso personale.

Se solo conta vincere e posizionarsi sul senso comune, certo che Renzi è il nostro uomo. Però, c’è un però. Ho sempre diffidato l’accezione “loser” (perdente), tipo il gesto che si scambiano gli adolescenti americani, con il pollice e l’indice a forma di “L” sulla fronte. Perché sottende una spietatezza di fondo inconciliabile per chi si sente di sinistra. Come se l’importante nella vita fosse solo vincere o perdere, e non lottare in ciò in cui si crede, al di là del risultato finale. 

Non voglio sotovalutare il tema del consenso. Però mi avevano insegnato che alla sinistra spetta anche un altro compito, faticosissimo: cambiare il contesto in cui opera, anche partendo da posizioni minoritarie e non sempre popolari. Ingaggiare una battaglia di idee su singoli temi (issue), per trasformare la società in un senso più giusto, più solidale, più civile. E che il consenso, in politica, sicuramente è fondamentale, ma è un mezzo e un lavoro quotidiano, non è il fine.

Ps: mentre scrivevo questo inutile post, un deputato renziano mette su facebook le percentuali nettissime del sondaggio SWG che vede in testissima Renzi. Nel contempo sfotte e prende per il culo gli altri candidati Pd, i “loser”, appunto. Appunto.

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