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Andrea s’è perso (e non sa tornare)

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L’ultima volta che l’ho visto Andrea girellava di notte per il paese, più spettinato e infelice che mai.

Andrea compariva e scompariva spesso dalle vie del borgo. Da ragazzini, ci veniva a trovare fuori dalle finestre delle scuole medie. Ripeteva il teorema di Pitagora a memoria, ci sorrideva volentieri, e scambiava giornaletti e braccialetti con le bambine. Qualche bulletto lo prendeva in giro (a una certa età si è scemi per legge). Mai cose troppo serie, perché gli si voleva bene. E finivano per far pace, fin tanto che era di buon umore. Era contento della compagnia dei ragazzini, perché era il più ragazzino di noi.

Qualche mese fa, un sabato sera, di rientro da una serata con gli amici, ci imbattiamo in una scena spiacevole. Davanti alla biblioteca, una macchina di cretini frena all’improvviso a pochi centimetri da lui per spaventarlo, prima, e prenderlo in giro poi. Musica a tutto volume. Sono su di giri.

Non è un Andrea allegro quello che cammina contro vento per Sarteano. È rabbioso, esasperato. Quella macchina di idioti gli abbaia come fosse un branco di cani. Andrea si dimena e piange e scappa nei giardini stringendo i suoi giornaletti colorati. Finché chi è con me, è più svelta e mi precede, e urla di andarsene a quella macchinata di jene. Pizzicati sul fatto, scappano con la musica a palla.

L’abbiamo chiamato da lontano, ma era già perso nei suoi castelli di rabbia. Solo qualche lamento portato via dal vento. Abbiamo dormito male quella notte.

E’ l’ultima volta che l’ho visto.

Qualche mese dopo, quando sotto Natale siamo passati a fare gli auguri alla casa di riposo con il sindaco e gli altri consiglieri, Andrea era chiuso in un stanza. Malato di una malattia nuova e incurabile. Come se non fosse abbastanza. Ci hanno consigliato di lasciarlo riposare e non disturbarlo.

Ecco, io non sono credente anche se spesso vorrei esserlo, e questo è uno di quei casi. Perché spero davvero che ci sia qualcosa, dopo la vita. E che gli vada meglio altrove. Perché sarebbe una vita di sofferenze senza senso. E sarebbe davvero troppo.

Ma non me la prendo con gli dei, piuttosto con le miserie degli uomini. Andrea, come tutti “i personaggi” di paese, era uno specchio rivolto verso la nostra comunità. Spero che ognuno di noi, guardandosi riflesso, non debba vergognarsi troppo.

Che la terra ti sia lieve.

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9 thoughts on “Andrea s’è perso (e non sa tornare)

  1. Non conoscevo Andrea ma ogni paese ne ha uno, a volte ignorato spesso dileggiato. Con poche righe lo hai reso vicino ad ogni lettore, bel post davvero

  2. Hai scritto parole delicate e leggere per parlare di una storia triste tra le tante storie tristi.
    Andrea era uno di noi, più sfortunato e più solo e vorrei tanto che il suo dolore terreno possa trasformarsi nella forza che lo spingerà in alto nel suo prossimo altrove qualunque “luogo” esso sia.
    Mi rattrista solo che ci siamo ricordati di lui solo in questo frangente, non prima quando era più facile deriderlo e prenderlo in giro….povero Andrea che aveva solo bisogno di un po’ d’amore!
    Facciamo tesoro di questa storia, insegniamo ai nostri figli il rispetto per ciò che è diverso o solo più sfortunato prima che farlo sia solo una inutile litania di parole vuote.
    Spero che lui lo senta….
    Senta l’affetto che forse non ha sentito quando era con noi.

  3. ho conosciuto Andrea,ho vissuto Andrea,ho aiutato Andrea,ho amato andrea .perchè per me era l’unico degno di di tanto.mi spiace non averti parlato ancora per la mia lontananza ma spero che le mie preghiere ti raggiungano ovunque tu sia e da lì tu possa insegnarmi come usare la tua umiltà nella mia vita ciao Andrea un abbraccio dal tuo amico Paolo

  4. Ieri avevo letto qualcosa su di Andrea ma non ci volevo credere ..Andrea e’ mio compagno di scuola ancora oggi ,perche’ cosi lo voglio ricordare .Quando ci rincontreremo amico faremo ancora altre belle chiacchierate ricordando i tempi che eri felice anche con tutti i tuoi problemi …ho chiesto a delle persone care che ti accogliessero con riguardo .Ciao Andrea

  5. io conoscevo Andrea era mio vicino di casa me lo ricordo quando dalla sua terrazza urlava contro il mondo e poi lo incontravi per strada , e se era una giornata buona, alzava la sua mano e diceva CIAO . Quel ciao insieme alla sua camminata saltellante rimarrà sempre nei mie ricordi.
    Ciao Andrea un abbraccio forte

  6. Descrizione molto molto bella di sensazione vissuta e riflessioni aimè struggenti per verità, consapevolezza e rimpianto insieme. Mi piace solo aggiungere di Andrea che in ogni suo sguardo incrociato, in ogni suo gesto accennato, o parola detta a metà mi sono sentita più ricca e ho ringraziato il cielo di averlo incontrato.
    pochi secondi fa · Mi piace

  7. Ciao Mattia … Hai il cuore davvero grande … Anche io sono un po Ateo come te … Anche io Credo un po a modo mio … Hai toccato un argomento profondo … Molto molto delicato … Descrivendo con infinito rispetto una vita di violenze e disagi … Una vita distrutta … sopra ad uno squallido palcoscenico con centinaia di spettatori che hanno … Abbiamo assistito a questo martirio sociale senza muovere un dito … Vederlo assente … Vuoto … Imbottito di psicofarmaci … Calmanti … E tutto questo da solo … Come un cane … Potrei stare per ore ed ore a parlare e descrivere una piccola parte dell’inferno che ha vissuto Andrea … Come ben sai Viveva proprio sopra casa mia … Ma dov’è il senso … Tardi oramai per chiedere scusa … Riflettere … Troppo tardi … Andrea nn c’è più …

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