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Il disagio del lunedì mattina (e la politica pop)

POP-TRE

Premesso che ho sempre meno tempo per guardare la tv (riesco a leggere con fatica i giornali). Trovo semplicemente deprimente il ploriferare dei politici nelle trasmissioni pop. Dalla Barbara D’#@!* (scusate ma non riesco a nominarla), alla De Fili##@* (idem).
Tutto è iniziato con l’ingresso del pop nelle trasmissioni di dibattito politico, qualche anno fa. Il risotto di D’Alema da Bruno Vespa, Rutelli a preparare insalate ad MTv (vi ricordate Andrea Pezzi?) e tutto l’armamentario dei Contratti con gli italiani del Berlusca (lui giocava in casa). Allora sembrava un’idea intelligente decontestualizzare la noiosa politica dei professionisti. Tutti all”inseguimento forsennato della pancia degli italiani, altro che corsa al centro!

Poi la politica ha invaso così tanto la tv da aver saturato l’attenzione dei telespettatori. I talk show sulla politica sono in crisi di ascolti quasi irreversibile.  Un chiacchiericcio sempre più violento e gridato da far venir sonno agli insonni. Mi odieranno i giovanissimi social media manager ed i comunicatori 7.0 tanto in voga, ma sono convinto che facendo così (facendo= “il PD” – così= “comparsate da clown”) non facciamo altro che adeguarci (prima) e contribuire (poi) al senso di spettacolo e di ridicolo che ammanta tutto.

E‘ la politica pop, bellezza. Colorata & Cartonata. Tremendamente U.S.A. & getta.  Solo che continuando così si toglie ogni minimo tentativo di autorevolezza alla politica. Quel briciolo di serietà che dovrebbe avere il ragionare di queste cose: e diventiamo col tempo pacificamente contendibili e sostituibili con comici e conduttori di trasmissioni scandalistiche (a proposito si candiderà Del Debbio a sindaco di Milano?).

Il contrario di pop non deve essere snob. L’alternativa non sono per forza le sezioni, il grigiore, la serietà mista ad austerità che nemmeno Breznev o la Tribuna Politica della tv in bianco e nero. Ma ci deve essere un luogo in cui il dibattito si fa confronto di idee, magari ironico ed intelligente, comprensibile e semplice per carità, ma non per forza un frittomisto trash scodellato in mezzo alle puttanate dello show-biz. Magari meno, ma meglio, ecco.

Ho come l’impressione che questo progressivo declino dell’autorevolezza della politica abbia il muovere sinuoso di un vortice. Pop, ma vorticoso. Un vortice che però si muove verso il basso, con decisa forza centripeta (tipo l’occhio scuro di un water).

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